ROSTA - Un Rosta sontuoso riesce nella doppia impresa di infliggere al Montalto Dora la prima sconfitta stagionale e di raggiungere il Pianezza al secondo posto a quota 18 punti.
I ragazzi di Marcolongo hanno messo in grande difficoltà gli ospiti nella prima parte di gara, dettandogli canestro dopo canestro la legge del PalaBianco. Pochi spazi, pochi tiri concessi e tanto pressing. I biancorossi dopo 10’ si trovano sopra di 9 (20-11) e vanno al riposo lungo sul 35-27. Un vantaggio quasi insperato alla vigilia, che soddisfa giocatori e pubblico. Perenchio però proprio non ci sta, e negli spogliatoi riorganizza la sua squadra, decidendo di abbandonare la difesa a uomo per la più classica delle zone.
Nella terzo quarto infatti la musica cambia. Il Montalto mette la museruola a un Rosta che non solo non morde più, ma non abbaia neanche. I padroni di casa non riescono a trovare gli spazi buoni per attaccare, e vanno a canestro per la prima volta solo dopo 6’. Il Montalto riesce così prima a pareggiare i conti, poi a superare i biancorossi proprio sul finire del tempo (38-39). Sembra il preludio alla dodicesima vittoria consecutiva della banda Perenchio, ma il Rosta si ricorda di essere l’unica squadra in grado di battere gli eporediesi negli ultimi due anni, e nell’ultimo quarto torna a giocare come sà. “Pizzo” Chiaramello e un ritrovato Ferro frustano la difesa degli ospiti da qualsiasi posizione e mandano in orbita un Rosta che al fischio della sirena può festeggiare un 59-52 che, per ora, è la perla più lucente di questa stagione. Stagione iniziata con qualche difficoltà, ma che ora sta regalando solo soddisfazioni a Marcolongo e ai suoi fantastici giocatori.
Jacopo Suppo
ROSTA…59 (20) (35) (38)
MONTALTO DORA…52 (11) (27) (39)
Gs Rosta: Perone, Arcarese 6, Pasquarella 1, Ferro 13, Tempesta 9, Aiello, Cappellari 2, Lasorsa 5, Comba 7, Chiaramello 16. All.: Marcolongo.
Montalto Dora: Revel Chion 3, Bellinazzo 17, Perenchio 4, Giacomelli 2, Rossetto 1, Tripodi 4, Feraudo 16, Geda 2, Bordignon 3. All.: Perenchio.
Arbitri: D’Ambrosio di Torino e Caron di Grugliasco.